ARTE IN FORMATO MATRIOSKA

Matrioska e arte

L’arte di creare una matrioska è relativamente giovane rispetto ad altre, tuttavia ha una sua discreta storia ed un certo fascino. Ultimamente me ne sono interessata per caso, fondamentalmente perché cercavo possibili regali per mio nipote.

Ricordo che quando ero piccola, avevo una matrioska e mi piaceva tanto giocarci, per cui quando ho capito che si potevano personalizzare partendo dall’idea di base russa e creandone delle varianti, mi sono buttata e ci ho provato.

Matrioska russa: è diventata multietnica

Sul web sono reperibili matrioske di tutti i tipi, se ne trovano con i personaggi dei cartoni animati, gli eroi delle saghe televisive e anche interi gruppi musicali. Sono molti in tutto il mondo ad aver rielaborato il concetto inserendo un tocco personale, per cui le varianti possono essere infinite, ed io, come vedete dalle foto, ho appena cominciato a sperimentare qualcosa.

Per i bambini è un gioco educativo, ci sono da anni dei veri e propri kit fatti apposta per loro, con colori, matrioska grezza in legno e l’incitamento a riprodurre la mamma, il papà e i fratellini, con eventuali animali da compagnia. Vi sono vari artisti che propongono invece delle raffigurazioni fumettose o più realistiche, che vogliono cogliere particolari espliciti per caratterizzare personaggi reali, di una famiglia reale.

La prima volta che ho regalato una matrioska, l’ho fatta fare, non avendo il tempo per provare a cimentarmici in quel momento. Mi piace sostenere anche l’arte degli altri e di tanto in tanto è capitato comprassi dei pezzi da altri creativi. Poco tempo dopo ho trovato su alcuni siti la matrice da dipingere, mentre cercavo oggetti in legno da personalizzare con i miei nuovi smalti acrilici. Il prezzo era accessibile ed io ero “a corto”, così mi è sembrata una buona idea fare un tentativo per creare un regalo sempre per mio nipote, ma questa volta con i suoi nonni anziché con i genitori. E’ venuta relativamente bene, anche se, essendo la prima ci ho messo molto tempo e non sono comunque stata del tutto contenta del risultato.

La matrioska “nonnifera” è però piaciuta molto a tutti i miei amici alcuni dei quali mi hanno richiesto delle nuove matrioske artistiche per fare delle sorprese alla propria famiglia o a quella di una persona cara. Quello che era partito come un gioco incerto e casuale è diventato motivo di soddisfazione e ho deciso di pubblicizzare la cosa. Più ne faccio e più mi diverto cercando di sviluppare sempre più un mio stile, guardandomi attorno ed attingendo da più ambiti, per creare una fusione perfetta con altre cose che faccio. Vedrete sicuramente variare via via la tipologia di rappresentazione, rendendo ogni pezzo ancora più speciale ed unico, poiché parte di una ricerca personale in divenire.

Posso eseguire su ordinazione e vendere le matrioske durante i mercatini e le fiere, mi basta qualche foto e una breve descrizione del carattere dei personaggi da matrioskerizzare 😀

I miei contatti https://renataseccatore.com/info-e-contatti/

Origini della matrioska

“La nascita della matrioska viene convenzionalmente identificata negli anni a cavallo fra XIX e XX secolo. A idearla fu Savva Mamontov (1841–1918), fondatore del circolo artistico di Abramcevo.

Facoltoso industriale, collezionista d’arte e mecenate, Mamontov aveva allestito nella propria tenuta di campagna dei laboratori artistici riunendo attorno a sé pittori e artigiani dell’arte tradizionale dei contadini russi. Il suo intento era quello di far rifiorire e sviluppare questo genere artistico, e in tale opera era supportato dal fratello Anatolij (1839–1905), anch’egli imprenditore, editore e collezionista di opere d’arte russe.

Mamontov allestì contestualmente anche un laboratorio-negozio (“L’educazione infantile”) in cui venivano creati dei giocattoli per bambini, in particolare bambole etnografiche (almeno come tali verrebbero definite oggi) ovvero vestite con i costumi tradizionali regionali, ognuno diverso a seconda del villaggio di provenienza.

I giapponesi sostenevano che la prima di quelle figure fosse stata creata da un monaco russo. Fu questo fatto, pare, a suggerire l’idea della realizzazione della prima matrioska. Il prototipo giapponese della matrioška potrebbe a sua volta derivare dalla tradizione delle scatole cinesi.

La prima bambola di legno composta da otto pezzi venne costruita ai primi del Novecento dal mastro Vasilij Petrovič Zvëzdočkin e colorata dall’illustratore di libri per l’infanzia Sergej Vasil’evič Maljutin, profondo conoscitore dell’arte popolare dei villaggi russi, il quale rappresentò la bambola con il vestito tradizionale locale, chiamandola Matrena (dal latino mater, “madre”). Si può considerare, quindi, che matrioska sia un diminutivo di matrena ovvero “matrona” e che rappresenti simbolicamente la figura materna e la generosità ad essa correlata, in cui si identifica spesso – anche nella cultura occidentale – nella fertilità della terra.
Le otto piccole bambole che componevano la prima matrioska rappresentavano, in ordine di grandezza, una madre, una ragazza, un ragazzo, una bambina ecc., fino all’ultima figura, quella di un neonato in fasce.” (Tratto da Wikipedia) https://it.wikipedia.org/wiki/Matrioska

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